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| The
Milan Furniture Fair in the new Rho-Pero exhibition complex
designed by architect Massimiliano Fuksas. |
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Vitra, Hella Jongerius | |
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Moroso, Tord Boontje | |
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Molteni & C | |
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Edra | |
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Quize & Milan | |
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Moooi | |
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Fusital, Zaha Hadid | |
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Artecnica, Tord Boontje | |
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Moroso, Konstantin Grcic | |
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Vitra, Ronan & Erwan Bouroullec | |
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Vitra, Hella Jongerius | |
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Naoto Fukasawa for Swedese and Moroso | |
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Cappellini, Francois Azembourg | |
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Cappellini | |
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Pastoe | |
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Artifort | |
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Alessi | |
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Offecct | |
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Kembo, Erik Munninkhof | |
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Tecno | |
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Kartell, Ronan & Erwan Bouroullec and Marcel Wanders | |
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Sottsass Associati | |
| Fuori
Salone 2006 Il FuoriSalone, termine usato per definire l’insieme di eventi che durante la settimana del Salone del Mobile animano l’intera città, si istituzionalizza all’inizio degli anni ’90, grazie in particolare all’intelligente e tempistico intervento della rivista “Interni” che edita una guida allegata al numero di Aprile, intitolata appunto Guida al Fuori Salone. Ma il vero inizio di questo fenomeno di agitazione del settore del mobile al di fuori degli spazi espositivi canonici della Fiera Milano è riscontrabile già dai primi anni ’80:anzi è in particolare in questo decennio di edonismo e che le prime iniziative collaterali sono presenti come fenomeni che vanno ben oltre la presentazione delle collezioni in spazi alternativi, ma assumono l’aspetto di veri e propri parties all’insegna dell’originalità e della provocazione. Le aziende che decidono di esporre fuori Salone le
loro collezioni entrano in conflitto con la fiera ufficiale creando una
sorta di spaesamento per chi, giunto a Milano per vedere le novità,
è bombardato da comunicazioni provenienti da tutte le direzioni. |
The enterprises that privately decide to show new collections out of ordinary Salone areas disagree with the original exposition convention and the presence of functional communication instruments become essential to avoid confusion and to prevent interest dispersion.For many of these enterprises this alternative solution become a way to put furniture and collections’ items in a new dimension, out of everyday market locations. Objects appear unusually independent from their industrial production, playing like actors in theathrical performances. |
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Se da un lato le grandi case del settore, come Driade, Cappellini, contribuiscono alla nascita del Fuori Salone, essendo fra le prime a scegliere i grandi showroom o gli spazi alternativi per presentare le loro collezioni in modo più libero e prestigioso, non bisogna sottovalutare l’arrivo, che ha inizio nei primi anni ’90, dei nuovi giovani designers-imprenditori, capaci di apportare una ventata di novità sia per quanto riguarda i prodotti sia per il nuovo modo di comunicarli. Grazie al prestigio che la fiera milanese aveva assunto negli scorsi decenni infatti, sono molti i giovani designer, provenienti da tutto il mondo, ma in particolare dal nord Europa, pronti a tentare il difficile mercato italiano. Ma arrivati a Milano molti si rendono conto di quanto sia difficile e competitivo, nonché costoso, poter usufruire di uno spazio in fiera, ed è così che una buona parte decide di occupare luoghi alternativi nel ecntro della città, approfittando della libertà creativa che l’essere fuori dal circuito della standardizzazione fieristica comporta. Ed così che il fenomeno del Fuori Salone si autogenera e autoproduce, diventando di anno in anno sempre più forte, comunicativo ed ed interessante nelle proposte e portando i discepoli del design a cambiar rotte e girare le diverse realtà urbane piuttosto che in fiera. E’ importante ribadire il concetto di autoproduzione del Fuori Salone: alcuna commissione, delegazione, presidente di Camera del Commercio ha mai deciso l’inizio istituzionale del fenomeno. E’ per questo che il Fuori Salone nasce e continua
ad essere un evento libero, senza prerogative finali, un fenomeno che
si è fatto da sé e di cui ci si è accorti pian piano.
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Driade, and Cappellini , two of the most famous enterprises
in design domain, were the first to choose wide spacious areas as innovative
locations for design showrooms. So they can be friendly considered as
the fuorisalone’s fathers. But it is fundamental to tell how, from
the early nineties, a lot of young talented designers move to these unexpected
areas bringing with them creativity and genius, introducing new ideas
and communication skills. But once they begin to compete in it they have to face with the expensive restricted stands in the Milano Fiera’s building; so they often prefer to leave those enclosed small areas and choose spacious locations in the city centre, where to freely express creativity out of standards attitudes. Nowadays fuorisalone’s phenomenon continues to generate itself, to produce itself, becoming every year greater and stronger. It is always more interesting and communicative and leads design passionates to discover new ways to approach it, through new routes. It is essential to remind and to underline that this phenomenon is completely independent from the Milano Salone del Mobile: it is self-produced. In fact nobody has never institutionalized it, and it has never been established as part of an organization. These features make fuorisalone such an event, creating
an extraordinary reality, a phenomenon people have slowly discovered.
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